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La Fondazione


La Fondazione Italia USA nasce per testimoniare l'amicizia tra gli italiani e il popolo americano. E' un'istituzione indipendente e apartitica al di qua e al di là dell'Atlantico, che ha come finalità statutaria unicamente la promozione dell'amicizia tra l'Italia e gli Stati Uniti d'America.

Eventi e news

Presentato il sondaggio della Fondazione Italia USA “L’Italia secondo i giovani americani”

Nella giornata di giovedì 10 aprile 2014, presso la Camera dei Deputati, si è svolta la conferenza di presentazione del sondaggio “L’Italia secondo i giovani americani” realizzato dalla Fondazione Italia Usa in collaborazione con Loyola University Chicago. A seguito del saluto introduttivo e di una rapida panoramica dei dati raccolti del presidente della Fondazione Italia Usa, sen.. Lucio D'Ubaldo, il direttore del Rome Center - Loyola University Chicago, prof. Emilio Iodice ha rapidamente illustrato le modalità di partecipazione degli studenti alla stessa ricerca, evidenziandone i punti essenziali e sottolineandone il ruolo fondamentale che questa può avere, ai fini di una migliore comprensione di cosa possa rappresentare l'Italia agli occhi delle nuove generazioni di studenti d'oltremanica. Sotto l'attenta regia del moderatore Giampiero Gramaglia, consigliere dell'Istituto Affari Internazionali, ha preso poi corpo un interessante dibattito, che ha messo in luce le peculiarità del sondaggio stesso, mettendo in luce le evidenti caratteristiche che emergono e che, lasciano spazio ad ampi ragionamenti riguardarti l'immagine - per non dire funzione - che l'Italia svolge agli occhi dei giovani americani. Il campione, che ha visto 800 studenti cimentarsi nella compilazione dello stesso, denota una accentuata presenza femminile (60%, contro il 40% circa di ragazzi impegnati), dato in controtendenza rispetto agli anni precedenti, dove il campione femminile costituiva una più ampia maggioranza. L'intervento di Enzo Quarantino (Ansa), annuncia che le caratteristiche che fanno dell'Italia una terra “attrattiva” si basano su tre caratteristiche fondamentali: il cibo, la moda e la voglia di imparare una nuova lingua. In prospettiva di una ipotetica possibilità di vivere all'estero, l'Italia viene indicata come la terza meta desiderata dai giovani USA, preceduta dal Regno Unito e sorprendentemente davanti la Spagna e l'Australia, nonostante - da un lato - i vantaggi legati al costo della vita per la prima e, dall'altro, per le affinità linguistiche e culturali della seconda. Ad una sostanziale paura scaturita dalle vicende giudiziarie di Amanda Knox, emerge un timore non tanto per ciò che riguarda il sistema di sicurezza italiano, bensì per un sistema giudiziario troppo spesso troppo macchinoso se paragonato alle procedure americane certamente più rapide. A ciò conviene Gaetano Barresi (Giornale Radio Rai), aggiungendo che la crisi Usa ha senza dubbio influito sulla visione generale delle giovani generazioni: essa infatti ha portato nelle tasche degli americani inferiori disponibilità economiche che hanno drasticamente ridotto il flusso di turisti che si accingono a visitare la penisola italiana. A ciò si somma il problema del cambio di valuta (Euro-Dollaro), totalmente svantaggioso per il tasso di cambio attuale, specie se paragonato ai tempi precedenti all'introduzione della moneta unica. Viene inoltre ripreso il tema del ruolo che la moda italiana gioca sul piano internazionale. Milano viene infatti riconfermata capitale europea dello stile (43%); insidiata però da Parigi che, se nelle somministrazioni degli ultimi anni riscuoteva un successo minore, oggi insidia il primato della capitale lombarda, poiché apprezzata dal 41% degli intervistati, contro il 36% circa degli anni precedenti. Nell'intervento di Federico Leoni (SkyTg24), viene inizialmente rimarcata una netta relatività dei motivi culturali italiani negli Usa, che ne hanno invece influenzato i gusti intorno agli anni '70. La musica come la cinematografia hanno infatti perso il loro ruolo centrale; la speranza è oggi riposta nel film “La grande bellezza” di Sorrentino, chiamato dopo la vittoria dell' Oscar a riaccendere l'attenzione sulle bellezze artistiche e culturali dell'Italia in terra americana. Questo dovuto anche ad una sostanziale incertezza nel ruolo di promozione che il Governo italiano persegue all'estero. Se infatti uno studente su due è dubitante sulla pubblicità che l'Italia fa di se stessa in terra americana, è allo stesso tempo certo che la migliore fonte di informazione per reperire informazioni sull'Italia è da ricercarsi attraverso Internet (51%), seguito a larga distanza dalla rete di news costituita da parenti ed amici (20%). Dato importante è inoltre svolto dalla domanda riguardante l'accordo Fiat-Chrysler, che mostra da un lato un sostanziale apprezzamento per la fusione consolidatasi negli anni, ma che sottolinea una predilezione per l'allocazione del “quartier generale” della società negli Usa (83% degli intervistati), segno incontrovertibile di una ancora marcata diffidenza nell'investimento di capitali in un paese dove principi fiscali si fondono con una ben nota difficoltà nello sviluppo, sul piano industriale, dell' Italia. Sulla stessa linea concorda Philip Pullella (Reuters), sottolineando come vi sia una sostanziale promozione del “marchio Italia”. Ciò viene ricondotto al lavoro che ambasciate e consolati svolgono all'estero, non ancora sufficiente per garantire una solidità nell'immagine della penisola del mediterraneo. L'Italia rimane fortemente ancorata ai cosiddetti “stereotipi” che ne hanno caratterizzato la sua storia: il cibo rimane infatti garanzia di qualità; tutto ciò in antitesi con i valori culturali che vanno via via dissolvendosi per effetto da un lato della minuta conservazione degli stessi e, dall'altro, di una pubblicizzazione esigua che non trova spazio nel mondo dei social network, troppo impegnati ad “istruire” i giovani sulle tendenze del momento piuttosto che “mostrare” il bello che l'Italia ha prodotto nel corso della storia. Ritornando sulla vicenda Knox, egli poi spiega come i media americani abbiano influenzato la visione dei cittadini americani su quanto accaduto, scagionando la studentessa americana da ogni accusa e declassando l'Italia a Paese corrotto e dalle strutture democratiche fortemente corruttibili, figlie di un processo storico che nelle sue radici ha incarnato le tradizioni che hanno dato vita ad esperienze fortemente radicate nella storia americana (vedi la mafia e i suoi personaggi che ne hanno indelebilmente segnato la storia). Ultimo intervento è di Ennio Caretto (Corriere della Sera), che per 35 anni ha ricoperto il ruolo di corrispondente italiano negli Usa per le maggiori testate italiane. Caretto sottolinea la necessità che l'Italia rafforzi il suo marketing negli Usa (da lui stesso definito “poor”) ed elimini gli stereotipi che oggi la contraddistinguono. Esempi come Finmeccanica ed il corpo dei Carabinieri, ma anche personaggi come Giovanni Falcone - alla cui persona è dedicata una statua nel quartier generale dell'FBI di Washington - sono i punti di partenza per invertire la tendenza che, specie dopo il caso giudiziario di Perugia, ha inesorabilmente messo in crisi ogni apprezzamento (da parte dei cittadini statunitensi) per le strutture e le figure della democrazia italiana. Aspetto che non può prescindere dal ruolo stesso dell'Europa unita, riconosciuta come figura predominante per gli equilibri nello scacchiere internazionale, specie dopo gli ultimi conflitti internazionali che hanno visto i paesi più sviluppati del vecchio continente prender parte alle operazioni di peacekeeping. Dato sorprendente rimane una diffusa conoscenza dell'Unione Europea e un riconoscimento pieno (o sostanziale) dell'influenza di questa nello scacchiere internazionale (89% circa), ma non delle sue strutture: se infatti il Parlamento europeo gode di una sostanziale notorietà (76%), la Commissione europea è sconosciuta a più di uno studente su due. Questo dato - sempre secondo Caretto - deve spronare l'Italia e l'Europa ad un più attento processo di ricostruzione di una prospettiva atlantica; non dimenticando che, ieri come oggi, i confini degli Usa si estendono a territori più lontani dei singoli confini geografici, a causa delle ingenti operazioni militari degli ultimi anni. Missione dell'Italia è dunque il consolidamento della collaborazione con gli Usa, utile al rafforzamento economico e politico, sulla base di obiettivi ancora oggi condivisi. (Luca Bedoni)

Presentato il sondaggio della Fondazione Italia USA “L’Italia secondo i giovani americani”

Il sondaggio

PREMIO AMERICA