New York, NY
Chicago, IL
Denver, CO
Los Angeles, CA
Anchorage, AK
Honolulu, HI


  • Presentazione
  • Iscrizione alla Fondazione
  • Partecipano alle nostre iniziative
  • Memorial 11 Settembre
  • Iscriviti alla newsletter
  • 5 per 1000
  • Maratona di New York


Analisi e riflessioni dagli Stati Uniti

Disarmo, accordo tra Obama e Medvedev per il nuovo Start

Il Nuovo Start fra Stati Uniti e Russia è pronto per la firma, che avverrà a Praga il prossimo otto aprile. Il via libera al testo lo daranno i Presidenti dei due Paesi, Barack Obama e Dmitry Medvedev, nel corso di una telefonata prevista per questi giorni. Ma la battaglia non è conclusa. Nel testo dell'accordo negoziato a Ginevra non sono stati inseriti limiti ai piani di difesa anti missile degli Stati Uniti in Europa, ma nel preambolo si riconosce, come aveva fortemente chiesto la Russia, la relazione fra armi offensive e armi difensive, in modo tuttavia, sottolinea il New York Times, non vincolante. Ed è su questo che potrebbe giocarsi la ratifica dell'accordo negli Stati Uniti: i repubblicani al Senato, hanno già messo le mani avanti prima ancora di trascorrere la notte a scovare elementi in grado di riportare gli emendamenti alla riforma della sanità alla Camera dei rappresentanti.

Il Washington Post rende noto inoltre che potrebbero essere necessari altri mesi prima che il Senato possa discutere il testo perché i negoziatori dei due Paesi devono ancora completare gli annessi tecnici all'accordo che, come aveva anticipato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, sarà un testo di venti pagine accompagnato da numerosi documenti aggiuntivi.

L'accordo prevede la riduzione del tetto delle testate montate su vettori a lungo raggio dispiegati da 2.200 a 1.550 entro sette anni dalla firma. I missili saranno ridotti della metà, da 1.600 a 800. Sarà introdotto un nuovo regime di ispezioni in sostituzione di quello scaduto insieme allo Start lo scorso dicembre. Il senatore repubblicano, Richard Lugar, e il Presidente della commissione esteri del Senato, John Kerry, sono stati informati direttamente da Obama in un colloquio alla Casa Bianca sui dettagli dell'accordo.

''La Casa Bianca sarà fortunata se potrà aver qualcosa di firmato in tempo perché il Senato lo ratifichi prima delle elezioni di midterm prossimo autunno, e che il trattato possa facilmente sostenere il dibattito bipartisan'', ha commentato Henry Sokolowski, direttore del Nonproliferation Policy Education Center, ricordando che per ratificare lo Start nel 1991 furono necessari 430 giorni di lavori. Il New York Times sottolinea che il trattato così come è stato negoziato è una vittoria del Cremlino sull'apparato militare, ovvero sul Premier Vladimir Putin che lo controlla saldamente e insisteva per avere nel testo un riferimento vincolante al dispiegamento di missili difensivi americani in Europa. ''I militari non hanno l'influenza che avevano durante il regime sovietico'', ha spiegato Anton Khlopkov, direttore del Centro per gli studi sull'energia e la sicurezza di Mosca.

''Un trattato ben definito invierà un messaggio importante al resto del mondo, ovvero che l'America è pronta a guidare gli sforzi insieme ai Paesi chiave per ridurre la minaccia delle armi nucleari. Un tale trattato rafforzerà il regime di non proliferazione nucleare dimostrando che le due principali potenze nucleari sono impegnate a ridurre la loro forza, alla trasparenza e alla stabilità strategica'', ha dichiarato Kerry al termine del suo incontro con Obama alla Casa Bianca.