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Analisi e riflessioni dagli Stati Uniti

Approvata la storica riforma del sistema sanitario americano

Barack Obama ha promulgato la legge che riforma il sistema sanitario negli Stati Uniti, ma la guerra per il "welfare" americano si trasferisce in Corte Suprema, alla quale si rivolgono quattordici procuratori generali di altrettanti Stati americani. E' l'inizio di "una nuova stagione in America", ha detto il presidente americano il giorno dopo la vittoria dei Democratici al Congresso, nella cerimonia di promulgazione, che si è subito trasformata in un happening, seppur misurato perché in una sede istituzionale, per il primo vero successo politico del presidente.
Accanto a Joe Biden e di fronte a una platea di sostenitori, tra cui Vicki Kennedy, la vedova del senatore Ted, Obama ha indicato l'avvio di "una nuova stagione" sottolineando la coincidenza tra "l'approvazione della riforma da parte del Congresso e l'inizio della primavera. La legge - ha aggiunto - metterà in moto riforme per le quali hanno lottato generazioni di americani". Poi, il tocco della memoria e la commozione: "Promulgo questa legge nel nome di mia madre che litigò con le assicurazioni anche nei suoi ultimi giorni, mentre lottava contro il cancro". La battaglia, però, non è finita.
Sono 14 gli stati americani che hanno già avviato un procedimento legale affinché il governo blocchi la riforma della sanità perché anti costituzionale. Ultimo a presentare il ricorso è stato il procuratore generale della Virginia, Kenneth Cuccinelli che, con un ricorso a parte, si è unito di fatto alla fila di 'ribelli' capeggiati dal procuratore della Florida, il repubblicano Bill McCollum, secondo cui la legge appena approvata alla Camera porrebbe un vincolo fiscale insostenibile ai bilanci già in crisi e quindi violerebbe i dettami della carta costituzionale che impone la sostenibilità della spesa pubblica.
Al ricorso collettivo presentato dalla Florida hanno partecipato la Carolina del Sud, Nebraska, Texas, Michigan, Utah, Pennsylvania, Alabama, Sud Dakota, Luisiana, Idaho, Washington e Colorado. Tutti i procuratori sono repubblicani tranne il democratico James Caldwell della Louisiana. Secondo la Conferenza Nazionale degli Stati inoltre un'altra trentina di Stati avrebbe già annunciato la propria intenzione di contrastare la riforma. Iniziative bocciate dalla Casa Bianca il cui portavoce, Robert Gibbs ha affermato che sicuramente "non avranno successo". La costituzionalità della riforma sanitaria di Obama, il cui costo è di 938 miliardi di dollari in dieci anni, rischia di essere il tema portante politico dell'opposizione repubblicana per le elezioni di mid-term di novembre.

I punti salienti della riforma:
-Creare in ogni Stato una "borsa" di polizze assicurative per favorire la concorrenza e cercare di far abbassare i premi.
-Tutti sono tenuti ad assicurarsi oppure a pagare una penalità che sale progressivamente fino al 2,5% del reddito entro il 2016. Le aziende con più di 50 dipendenti che non dovessero fornire la copertura saranno penalizzate con 2.000 dollari per anno e dipendente; in compenso, le piccole aziende e i nuclei a basso reddito otterranno dei crediti d'imposta e aiuti per finanziare l'assicurazione.

 -Gli assicuratori non potranno rifiutare la copertura con il pretesto di problemi pregressi di salute. Inoltre, il documento prevede la lotta agli aumenti di prezzo "irragionevoli o ingiustificati" imposti dalle compagnie private.
-Gli assicuratori che fruiranno di un maggior numero di assicurati dovranno pagare 67 miliardi di nuove imposte in dieci anni. La fattura è di 23 miliardi per l'industria farmaceutica e di 20 miliardi per quella delle attrezzature mediche.
-Dovranno essere colmate le carenze attuali, dette "doughnut hole" (il buco nella ciambella), della copertura sanitaria degli anziani che beneficiano del programma Medicare.
-Il progetto investe 11 miliardi di dollari in cinque anni negli ambulatori che attualmente hanno in cura 20 milioni di cittadini.
-La riforma costerà 940 miliardi in dieci anni, ma gli esperti calcolano che ridurrà il deficit di 138 miliardi nei primi dieci anni e 1.200 miliardi nel decennio successivo.
-La riforma non crea la Cassa pubblica d'assicurazione malattia, come auspicava la sinistra del partito democratico e promessa, in un primo tempo, dallo stesso presidente Obama.

In un momento storico e solenne non poteva mancare uno scivolone. A commetterlo Joe Biden, durante la cerimonia di promulgazione della riforma sanitaria. Dopo aver presentato il presidente, pronto a firmare la legge, il vice lo ha abbracciato e gli ha sussurrato all'orecchio: "Questa è una grande fottuta riforma". La battuta non è sfuggita ai microfoni aperti ed è dovuto intervenire su Twitter Robert Gibbs, portavoce della casa Bianca: "E sì, Vice Presidente, hai proprio ragione...".