La strategia di Trump in vista del 2020

Una ottantina abbondante i comizi elettorali tenuti da Donald Trump dal suo insediamento.
Esattamente ottantuno su ottantaquattro si sono tenuti in Stati nei quali ha vinto nel 2016.
In venticinque occasioni ha parlato negli Swing States da lui conquistati per pochi voti popolari in più.
Chiaro l’intento – ben ragionato dal suo stratega Brad Parscale – di trascurare assolutamente i Blue States (votano democratico ed è inutile perderci tempo) per confermare, perdendo inevitabilmente il voto a livello federale, la maggioranza dei Grandi Elettori.
Nel 2016 – e va ripetuto – conquistò il cinquantasei per cento di questi decisivi delegati nazionali vincendo in ventotto Stati.
Questo a fronte di una sconfitta sul piano dei suffragi popolari per quasi tre milioni di voti.
Punta ovviamente il tycoon a un risultato analogo.