Prospettive

Riepilogo.

I democratici – e Hillary Clinton segue le tracce – negli ultimi anni, in vista del voto novembrino, partono con un numero di grandi elettori superiore a quello dei GOP.

Normalmente, è loro sufficiente vincere in Ohio e in Florida – i due classici ‘Swing States’ – per tagliare il traguardo della richiesta maggioranza (duecentosettanta voti elettorali).

I repubblicani, invece, per vincere, sono obbligati in primo luogo, ovviamente, a mantenere le posizioni, poi a conquistare i due Stati predetti e infine a strappare dove possibile ai contendenti altri grandi elettori.

Donald Trump – si sostiene sulla base dei sondaggi – è alla pari con Hillary in Ohio e vicinissimo a lei in Florida.

Mentre, guardando agli Stati normalmente GOP, sarebbe in difficoltà in North Carolina.

Dovesse quindi perdere colà, sarebbe davvero in crisi.

(Il suo vice Mike Pence avrebbe però non poche chance di capovolgere la situazione per una particolare vicinanza religiosa con i locali).

Quanto agli Stati che il tycoon potrebbe strappare alla rivale, relativamente (relativamente, ripetiamo) malleabili dovrebbero risultare la Pennsylvania, il Michigan e il Wisconsin.

Sarebbe, potrebbe, avrebbe…

Nessuna certezza ed è ovvio sia così mancando tre mesi abbondanti all’8 novembre.