È fondata tutta questa fiducia nei sondaggi?

Va bene (per modo di dire), tutti hanno visto Joe Biden in gravi difficoltà nel corso dell’oramai storico dibattito televisivo del 27 giugno. Tutti i suoi (tranne l’entourage più stretto) l’hanno invitato a lasciare la presa non mettendo (ritengono) a rischio la vittoria democratica e quindi consentendo al vituperato Donald Trump di tornare a White House.
Fatto è però che il Capo dello Stato non intende per nulla acconsentire e, oltre che sostenendo che nella circostanza era stanco e raffreddato, replica affermando che il fatto che i sondaggi lo diano adesso indietro di sei punti sul piano nazionale non vuol dire nulla.
Ebbene, su quest’ultimo punto ha ragioni da vendere visti i numerosi precedenti nei quali distacchi nelle rilevazioni sulle intenzioni di voto a questo punto della campagna molto più importanti sono evaporati mano mano. Ripetuto che i sondaggi, quando va bene e non sono ritoccati, non indicano altro che la situazione attuale mai potendo veramente prevedere il futuro, la sorte di Biden non può essere affidata a dati di tanto effimero valore.

8 luglio 2024