Eccezionale il 5 novembre in quanto data elettorale

Il prossimo 5 novembre negli Stati Uniti d’America, per dare il via alla procedura (1) che porta alla elezione del Presidente, i seggi saranno aperti per la sessantesima volta.
Considerato che è dalla tornata del 1848 che si vota in un solo giorno, si tratterà della sesta volta nella quale così accadrà.
La prima – era la ventiduesima chiamata alle urne – è datata 5 novembre 1872.
Assolutamente unico quanto accadde, perché Horace Greeley, lo sfidante democratico dell’uscente e confermato repubblicano Ulysses Grant, morì prima che il Collegio Elettorale si riunisse e i sessantasei Electors che gli spettavano non ebbero evidentemente modo di votarlo.
La seconda circostanza nella quale l’apertura dei seggi fu collocata al 5 novembre si ebbe nel 1912.
Anche questa fu una votazione del tutto eccezionale perché dal partito repubblicano che riproponeva l’uscente William Taft si staccò l’ex Presidente Theodore Roosevelt il quale, sostanzialmente da indipendente, arrivò al secondo posto dopo il democratico Woodrow Wilson relegando, cosa mai prima né dopo accaduta, uno dei candidati dei due partiti che dal 1856 si contendono la Presidenza ad un umiliante terzo rango.
Il 5 novembre del 1940, le trentanovesime, furono ancora votazioni eccezionali perché per la prima volta un Capo dello Stato in carica – Franklin Delano Roosevelt, democratico – ottenne la Nomination dal proprio partito proponendosi per un terzo mandato (e vincendo).
Nel 1968, quarantaseiesima convocazione, incredibilmente visto che era stato sconfitto per White House nel 1960 e battuto – cosa che aveva fatto pensare ad un suo definitivo addio alla politica – nel 1962 per il Governatorato della California, come fosse risorto, vinse l’ex Vicepresidente repubblicano Richard Nixon, fra l’altro approfittando della rinuncia ad una nuova possibile candidatura del Presidente democratico in carica Lyndon Johnson.
È quella datata 5 novembre 1996, la cinquantatreesima, la sola volta nella quale nulla di straordinario è da segnalare dato che Bill Clinton ottiene un facile e previsto successo nei confronti del candidato repubblicano rivale Bob Dole, classico, anziano ‘nominato d’onore’ e cioè, sapendo il partito di perdere, scelto al fine di onorarne la carriera.
E sappiamo oggi non da oggi che anche il 5 novembre 2024 sarà eccezionale visto che, salvo cataclismi, si confronteranno in un rematch che ha un solo precedente (2) Joe Biden e Donald Trump e cioè due ‘vecchi arnesi’, largamente i più anziani di sempre, della politica americana.

(1) Procedura, perché la votazione in calendario il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno corrispondente al bisestile (ed anche le precedenti il 1848 nelle cui circostanze i seggi erano aperti per all’incirca un mese) ha la finalità di nominare gli Elettori (con l’iniziale maiuscola per distinguerli da quelli comuni) componenti il Collegio che il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del successivo dicembre effettivamente eleggerà il Capo dello Stato.
(2) Il solo precedente è datato 1892.
È allora, difatti, che l’ex Presidente Grover Cleveland, defenestrato quattro anni prima (come Trump oggi), andò a caccia della rivincita, di riconquistare cioè la Casa Bianca provando a sua volta ad espellere il successore Benjamin Harrison.
Gli riuscì, cosa che Joe Biden si augura non accada.

16 giugno 2024