Il rifiuto della dottrina del Destino Manifesto

Data la situazione internazionale e considerato che – a parte gli a dir poco discutibili attacchi sul piano personale – certamente il tema guerra in Ucraina e in Medio Oriente sarà con i rapporti russo e cino americani al centro del dibattito Biden/Trump in programma giovedì 27 giugno ad Atlanta, ritengo importante qui riportare quanto da me scritto il 28 aprile 2016 allorquando il tycoon era soltanto il candidato repubblicano, prima che arrivasse alla Casa Bianca:
“…I problemi in Medio Oriente sono cominciati con la pericolosa idea che gli Usa potessero esportare la democrazia in nazioni che ad essa non erano interessate”.
Queste le parole pronunciate a Washington da Donald Trump parlando della politica estera che una sua eventuale amministrazione metterebbe in campo. Ora, è pur vero che, ricorrentemente, gli USA si spostano su posizioni più o meno accentuatamente isolazioniste ma nel caso sembra addirittura che il magnate voglia staccarsi decisamente da uno dei cardini – a volte dichiarato, a volte sottaciuto ma sempre presente ed operante – del ‘sentire’ americano. Non è forse vero che addirittura dalla metà degli anni Quaranta dell’Ottocento, conseguenza di quanto vergato allora da John O’Sullivan, il Destino Manifesto degli Stati Uniti è proprio quello di portare la democrazia ovunque nel mondo? Trump è di differente avviso? Una mutazione, non un semplice cambiamento, se davvero gli americani da lui guidati si avviassero per la diversa indicata strada!

24 giugno 2024