Perché Marco Rubio potrebbe cambiare residenza

“…Gli elettori si riuniranno nei rispettivi Stati e voteranno a scrutinio segreto per due persone, di cui almeno una non dev’essere un abitante del loro stesso Stato…”
Queste le specifiche parole della Costituzione americana che devono essere prese obbligatoriamente in considerazione dal partito repubblicano e da Donald Trump se davvero, come insistentemente si vocifera, intendono candidare alla Vicepresidenza il Senatore della Florida Marco Rubio.
Il perché è presto detto: avendo la propria sede legale nello Stato in questione anche il tycoon il ticket dai due formato non rispetterebbe colà il dettato predetto e non sarebbe ammesso. (Nel 2000, George Walker Bush e Dick Cheney erano entrambi residenti in Texas e per questo Cheney trasferì la propria sede ufficiale in Wyoming).
Tutto qui? Niente affatto, perché Rubio (contrariamente al ricordato ex Vice del secondo Bush) è, come ricordato Senatore e non pochi costituzionalisti si stanno chiedendo se una volta cambiata residenza, perse da Trump/Rubio le elezioni, potrebbe comunque restare alla Camera Alta.
Questo in ragione del fatto che appunto i Senatori devono costituzionalmente avere sede legale nello Stato che li elegge.
E’ pur vero che il testo della Carta in proposito richiede che la stessa sia nello Stato elettivo al momento nel quale il Laticlavio “viene eletto”.

18 giugno 2024