Perché proporsi come terzo candidato non avendo nessuna possibilità di vincere

Oggi non da oggi (occorre tornare alla prima metà dell’Ottocento per trovare terzi partiti in grado di conquistare White House e in seguito l’unico candidato alternativo capace di arrivare secondo – comunque perdendo -sconfiggendo il repubblicano uscente è stato l’ex Presidente Theodore Roosevelt nel 1912), impossibile pensare di conquistare lo scranno che fu di George Washington correndo fuori, in alternativa, contro repubblicani e democratici.

Si partecipa nella stragrande maggioranza dei casi (i candidati delle più diverse formazioni e istanze sono parecchie centinaia) per rappresentare un’idea (i Verdi e i Libertariani), per testardaggine (i ‘perennial candidates’ alla Eugene McCarthy), per farsi conoscere (i candidati legati a uno Stato con ambizioni future al suo interno)…

Ci si può però proporre avendo specifiche finalità politiche da rappresentare.

Ora, sapete che se il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno bisestile nessuno tra i candidati raggiunge la maggioranza assoluta del Grandi Elettori questi, il successivo dicembre, esattamente il primo lunedì dopo il secondo mercoledì, riunendosi nel Collegio Elettorale, non potranno eleggere il Presidente.

Sapete altresì che nel caso alla nomina provvederà nel seguente mese di gennaio la rinnovata Camera dei Rappresentanti.

Sapete ancora che nell’occasione i voti degli Stati valgono tutti uno non avendo qui rilevanza la consistenza numerica degli abitanti.

Ecco, se un terzo candidato arriva a questo punto e sul serio rappresenta (come occorreva ai tempi del segregazionismo, per dire) un’istanza può contrattare l’appoggio degli Stati a lui vicini in cambio di un programma di governo da parte del vincente alle proprie idee e necessità vicino.

Per chiarire con un esempio: se nel 1968 Richard Nixon, prevalendo su Hubert Humphrey, non avesse comunque raggiunto la predetta maggioranza assoluta dei Grandi Elettori la nomina del vincitore sarebbe toccata a una Camera nella quale George Wallace, vincitore in cinque Stati del Sud e certamente sostenuto dai Rappresentanti colà eletti, avrebbe potuto far valere un suo consistente e forse determinante peso.

Chiaro?